Resa.

Nell'ultimo periodo ho dovuto frenare la vita che scorreva troppo velocemente senza darmi l'opportunità di tirare il fiato. Ero satura di cose, persone, situazioni che facevano un gran rumore dentro e fuori di me.




Arrivata al punto in cui non potevo più sopportare nessuno, nella divina legge dell'Universo mi sono attirata due settimane di quarantena di mia figlia, per cui ho dovuto interrompere qualsiasi contatto sociale e conviviale, già di per sé situazioni stitiche.


Ho avuto tempo di guardare tutto ciò da una prospettiva di quiete e di menefreghismo estremo.


Ho chiesto aiuto per riuscire a cavar fuori il ragno dal buco, perché iniziavo a pensare di avere io qualche problema.


Cosa ho capito?


In effetti tra le relazioni disfunzionali che ho scoperto di avere, ho capito di avere un problema tutto mio che non può più passare inosservato: non so chiedere aiuto.

Oh poverina, direte voi, non è in grado.

No, no, mi sono resa conto di essere proprio stronza e così fintamente sicura di me (ergo egoica) che non chiedo aiuto a prescindere!


Così succede che anche io contribuisco a creare relazioni poco sane e che a lungo andare mi stancano, determinandone in qualche modo la fine.


Approfittando della situazione, mi sono messa in gioco ed ho dichiarato un bel "No Maria, io esco".

Ho manifestato la mia insicurezza, la mia ansia, paura, stato di agitazione, mancanza di coraggio perché in fondo, ma proprio in fondo, sono umana anche io.

Il problema è che tutti i comportamenti che ho avuto in passato hanno fatto sì che gli altri pensassero di me che fossi un'automa, perché come ho dichiarato la resa è scoppiato un putiferio.



Come in tutte le crisi, il dopo è fatto di luce.


A qualche giorno di distanza da quando ho iniziato a scrivere questo articolo, mi rileggo e mi rendo conto di aver alleggerito molto la mia testa ed il mio cuore.

Anche quando dai troppo per il solo piacere di dare, in realtà ti appesantisci.

E se non sei pronta a ricevere, allora resti ancorata lì in basso, stanca.

E' uno scambio energetico.


Mi sono data la possibilità di provare a chiedere aiuto a quelle amiche che "Erica come stai?" ed io sempre "Tutto bene" anche quando bene non andava proprio niente.

Perché?

Perché ho sempre pensato che i miei problemi fossero futili, che ci fossero cose peggiori e che non avevo il diritto di lamentarmi per nulla.


Invece puoi andare in crisi e risollevarti, dichiarandolo senza vergogna.



Cambiamento: istruzioni per l'uso.


Questa volta no.

Mi sono aperta a ricevere l'aiuto sincero di chi c'era per davvero, ed è sempre stato lì con il cuore in mano, ma io non volevo né vedere né cogliere. Uno spreco insomma.


Ho messo nuovamente ordine alle mie priorità che in questo momento restano la mia famiglia attuale, la mia serenità e la mia salute, il lavoro che oggi mi chiama a nuove scelte, le comprensioni fondamentali del mio ruolo qui su questo pianeta in questa vita e le persone care che in questo momento hanno bisogno di essere aiutate.

Questa sono io.

Chi mi vuole bene e mi apprezza per la Erica in continuo cambiamento resta, e lascio andare con gioia ed immensa gratitudine chi tutto ciò non riesce ad accettarlo.


Resto sempre la mamma spazientita, che urla ai figli di mettere in ordine la camera e lavarsi i denti, l'amica che organizza le cene all'ultimo minuto, quella tipa che chiami e non risponde mai al telefono...restano tutti i miei difetti, ma forse ho conquistato qualche sorriso in più, sia mio che delle persone che mi stanno intorno.



Dichiara la resa.


Ho capito che a volte ti devi arrendere.

Non sei nessuno.

Il voler fare tutto, andare bene a tutti, risolvere qualsiasi questione, non ti porta a niente e nemmeno ti arricchisce l'animo.

Arrendersi alla vita è difficile, così come fare delle scelte e stabilire delle priorità, perché non vorresti 'lasciare indietro' nessuno, ma la corsa alla salvezza ti ci obbliga.


La famosa domanda che faccio a volte a mio marito, quando parliamo di tutto e di niente, è "Chi ci metti sull'elicottero? Puoi portare solo due o tre persone, due o tre cose, due o tre emozioni..."

Non voglio vivere una vita pensando all'elicottero, ma posso usarlo nei momenti difficili per fare delle scelte più consapevoli, ma per scegliere, perché il tempo è contato!


Ecco forse ho anche imparato a scegliere e non aspettare che siano gli altri a scegliere per me.