La storia del Monaco.

Premetto che quando ho scritto questo pezzo, probabilmente non ero in me. O meglio, prima che pensiate che faccio uso di strane sostanze, la verità è che non mi ricordo di averlo scritto. Eppure è lì, a matita sul mio 'diario letterario' cartaceo e la scrittura vi posso assicurare che è la mia.



Pertanto, essendo uscito dalla mia testa lo ritengo mio, ma nel momento di possessione potrei aver scritto qualcosa scritto già da qualcun altro, leggo talmente tanto e di qualsiasi genere, che spesso rileggo i libri per ricordarmi le cose più importanti.

Ho una pessima memoria e quando sono stata concepita ero in fila per la fame, la memoria l'avevano finita!


Ironia a parte, ho pensato che questa storiella potesse essere utile per qualcuno che come me, trascorre gran parte del suo tempo libero a fare ricerche, leggere, documentarsi, indagare l'esistenza...è arrivato il momento di mettere in pratica, altrimenti la vita resta solo una scuola a metà.


Ecco la storia.

Il Monaco.


Ci fu un tempio, costruito dall'uomo, in cui vivevano dei Monaci Buddhisti.

Un giorno al tempio giunse un bimbo, figlio di contadini, che voleva intraprendere la vita monastica. Raggiunta per lui l'età in cui fu possibile uscire per continuare la sua vita in preghiera, fuori dalle mura del tempio, tra la gente comune per parlare di ciò che aveva imparato lui stesso, egli si rifiutò.

"Preserverò la mia anima continuando a vivere qui, lontano dalle tentazioni della società moderna".

Gli anni passarono e il monaco morì di vecchiaia.

Giunse nell'aldilà, convinto che non fosse più necessario reincarnarsi: aveva concluso il viaggio, donandosi alla preghiera per tutta la vita.

Un essere di luce lo prese per mano e lo accompagnò sulla via della reincarnazione.

"Ma come? Ho trascorso tutta la vita pregando. Non sono mai uscito dal tempio, per preservare pura e intatta la mia anima. Perché ora devo tornare sulla Terra? Perché devo ricominciare tutto da capo? Non posso restare tra voi esseri di luce?".

L'essere di luce rispose:

"Ti è stata data la possibilità di uscire dal tempio e mettere in pratica ciò che avevi studiato. Tu hai scelto di non esporti, di non correre rischi, di non sforzarti.

Così facendo la tua mente ha imparato tante cose buone, ma la tua anima non ha potuto metterle in pratica ed evolvere.

Hai avuto paura.

E' solo tramite la vita sulla Terra, tra le persone, che le anime possono realmente imparare qualcosa. Ora va; ricomincerai da capo, ma porterai con te qualcosa. Non avere paura, stai tra la gente e pratica ciò che hai compreso".


Ecco questo è il breve racconto che ho scritto.

Spero che vi piaccia e che possa esservi d'ispirazione.

Io credo che sia un messaggio anche per me: non posso scappare dalla realtà del mondo a tratti malvagio in cui viviamo, ma posso mettere in pratica ciò che sto imparando, condividerlo, non aver paura.

Dal periodo in cui l'ho scritto, credo di aver capito perché e perché non me lo ricordassi.

Ho fatto molti sogni, strani, incubi. Sono stata in pensiero per una persona e mi sono chiesta quanto il mondo possa essere un inferno per alcuni di noi, così quanto possa essere anche un Paradiso.

Buio e luce, sempre.