La zucca vuota: racconto di Halloween da stampare.

Vi siete mai chiesti chi ha inventato la zucca di Halloween? La mia amica Marzia quando eravamo piccole mi raccontò una storia, che le era stata raccontata dalla sua nonna, che a sua volta l'aveva sentita dalla sua zia, che a sua volta chissà da chi l'aveva sentita...



Riporto qui di seguito il racconto. Ti propongo di disegnare tu le scene che ti piacciono di più e se vuoi puoi condividerle con me sulla mia pagina Facebook qui.


LA ZUCCA VUOTA

Giacomino era un bambino che viveva ai piedi di un monte. La sua casa era tutta di legno e pietra circondata da boschi e prati rigogliosi.

Viveva in questo luogo meraviglioso insieme ai suoi genitori e fratelli più piccoli.

Allevavano mucche e coltivavano verdura, possedevano giganteschi alberi carichi di frutta e la mamma mungeva il latte con cui facevano il formaggio.

Tutte le mattine Giacomino andava a scuola in un paese poco lontano, mentre nei pomeriggi più soleggiati e caldi, saliva la montagna per andare a controllare che le mucche al pascolo stessero bene.

A settembre però, con l’arrivo delle prime giornate fredde e di pioggia, il papà di Giacomino saliva la montagna e riportava le mucche nella stalla.

A Giacomino piaceva tanto trascorrere i pomeriggi nella stalla riscaldata dagli aliti delle mucche.

A volte si sdraiava sul fieno con la testa appoggiata sulla pancia di un vitello e insieme dormivano e sognavano i verdi prati della primavera.

Un pomeriggio d’ottobre Giacomino salì la montagna per vedere il paesino dall’alto. Seduto su un manto di foglie secche si addormentò e si risvegliò quando ormai era giunta la sera.

Tutto intorno a lui era buio.

Nel cielo la luna e le stelle erano nascoste da una coltre di nuvole.

Giacomino non aveva paura del buio.

Sentiva i rumori provenire dal bosco, il fruscio che le volpi provocavano strisciando tra le foglie secche delle piante, i colpi tonfi degli zoccoli dei cervi sul terreno freddo e umido, i rametti rotti sotto al peso dei tassi. Sapeva che gli abitanti del bosco erano suoi amici e quei rumori per lui erano suoni familiari. Aveva una gran fame, così si affrettò a scendere la montagna.

Essendo tutto buio però, Giacomino continuava ad inciampare.

Gli venne in mente che nel suo borsello aveva messo degli oggetti che lui chiamava “Kit per le emergenze di montagna” e che conteneva:

- un sacchetto di caramelle che gli aveva regalato la nonna;

- un legnetto di pino con la resina profumata;

- una calamita;

- un pezzo di pane secco;

- una moneta che un giorno aveva trovato scavando una buca nel bosco;

- un coltellino sottratto dal cassetto in cucina a insaputa della mamma;

- una candelae un fiammifero che aveva rubato dalla cantina del papà.

Sfregò la punta del fiammifero su una pietra, la fiammellasi accese prima piccola e poi sempre più grande. Accese la candela e finalmente intorno a lui l’alone giallo della sua luce gli illuminò il cammino.

Ma la candela si sa, è fatta di cera che con il calore si scioglie e cola rovente.

Scottava e Giacomino non riusciva più a tenerla in mano.

Gli serviva qualcosa per contenerla, ma nel suo borsello non c’era più nulla che potesse fare al suo caso.

Cercò di resistere e arrivò all’orto situato a metà strada tra la montagna e la sua casa.

L’orto era ricco di cavoli, radicchio, finocchi, rape, barbabietole e zucche!

Nella fievole luce della candela appoggiata sul terreno, Giacomino cercò la zucca più piccola e tenera.

Le tolse il cappello e la scavò, gli fece tanti buchi tutti intorno attraverso la buccia e vi mise dentro la candela.

La luce usciva dai buchi illuminando ancora il suo cammino.

Giacomino raggiunse casa e tra i rimproveri di mamma e papà si gustò la sua zuppa calda.

Sul tavolo la zucca continuava a rischiarare il buio e al papà di Giacomino venne un’idea:

usare le bucce delle zucche, svuotate della loro polpa gustosa con cui sua moglie cucinava zuppe e risotti, per costruire delle lanterne.

Da quel giorno Giacomino e i suoi genitori costruiscono lanterne con le zucche, da vendere al mercato del paese il giorno di Halloween.

Le notti di Halloween sono sempre buie, ma i bambini con le loro lanterne non hanno paura e bussano di casa in casa chiedendo…

“Dolcetto o scherzetto?” (FINE)