OLIVE, IL MIO GATTO NERO.

Un piccolo racconto per bambini, scritto in onore del GATTO NERO ed in occasione della Giornata Internazionale del Gatto Nero, martedì 17 novembre.



Olive, il mio gatto nero.


Il mio gatto si chiama Olive.

In verità ho qualche dubbio sul fatto che si tratti di un vero gatto o di un gatto normale, ed ora ti spiego il perché.


Olive è tutto nero, ma nero nero. Nero come lo schermo del TV quando è spento: è così nero e lucido, che di giorno il suo manto riflette le figure di ciò che gli sta intorno, in forme iridescenti e colorate.

Ha due occhi grandi come le palline rimbalzine, di un colore verde oliva, da cui appunto proviene il suo nome. E' un nome scelto dal papà, dietro mia approvazione.

Quei due occhi verdi oliva, nel buio della notte, si trasformano in due stelline che sembrano essere appena cadute dal cielo e che si muovono insieme, nella stessa direzione, a venti centimetri da terra.

Quando sono sola al buio e mi sento osservata, è certo che lui è lì nei paraggi e mi sta tenendo d'occhio. Sfrutta il buio per nascondersi e mi chiedo sempre che cosa faccia esattamente, ma sta di fatto che da quando è arrivato Olive, il buio mi fa meno paura.


Lo sai che dicono che i gatti erano gli animali domestici delle streghe e dei pirati?

E che se ti attraversa la strada un gatto nero, del paese devi fare il giro intero?


Se ci credessi, passerei tutto il giorno a fare giri completi della casa: infatti, Olive mi fa continuamente degli scherzi che la mamma li chiama "agguati". Quando dal soggiorno percorro il corridoio, lui sbuca da una porta su un lato, con un balzo mi si para davanti, tutto ritto sugli artigli, con la schiena ricurva, il pelo dritto e la coda tesa come un bastoncino. Fa un'espressione di stupore misto ad un non so ché, che mi fa morir dal ridere! <<MAAAAAOOOOOGGGRRRR>> dice mentre soffia e se ne va, entrando nella stanza sull'altro lato.


Lo sai che dicono che i gatti hanno nove vite? Beh, Olive deve averle infinite! Ho perso il conto delle volte in cui si è messo nei pasticci...

  • è rimasto due giorni afosi di agosto chiuso nell'auto della nonna;

  • si è fatto investire dall'auto del papà, balzandogli davanti alle ruote mentre entrava nel garage;

  • è rimasto schiacciato sotto al portone sezionale, mezzo dentro e mezzo fuori;

  • ha mangiato un intero sacco di croccantini, che ha vomitato sul tetto della macchina della mamma;

  • è rimasto chiuso nel capanno degli attrezzi del vicino di casa, per una settimana, senza cibo e senza acqua;

  • ha detto il papà che un giorno ha visto un rotweiler che gli faceva il pelo ed il contropelo, il che non so bene cosa significhi, ma sicuramente era pericoloso;

  • ha infilato la testa in un vaso di porcellana, rimanendo incastrato finché la mamma non lo ha liberato rompendo il vaso;

  • un giorno l'ho visto cercare di imitare Superman buttandosi dal tetto della casa;

  • ha mangiato un intero ghiro, lasciandoci la coda sul tappeto all'ingresso;

  • ha ingaggiato una certa quantità di risse con gli altri gatti del quartiere;

  • ha sfidato una certa quantità di cani grandi, piccoli e mezzani che avrebbero tanto voluto mangiarlo;

  • ha mangiato un sacco di oggetti strani e non commestibili, che ha trovato scavando in giardino o andando per la strada...


E tante altre cose di cui però non mi ricordo.


A proposito di cose ingurgitate...una volta ha mangiato e rigurgitato un sacchetto pieno di monete, che pare abbia trovato nel nostro giardino. Il papà però lo ha premiato quella volta, dicendogli "Ecco dove le avevo nascoste, bravo Olive!", dandogli qualche carezza ed una manciata di croccantini.

Lui tutto contento, dopo aver mangiato, si è leccato i baffi e si è strusciato contro le gambe del papà. Si struscia sempre Olive, soprattutto con la mamma, il ché mi fa un po' ingelosire. Quando poi vede la mamma prendere il pentolone dall'armadio insieme ad altre cose, lui si fionda in cucina e non vi esce, finché la mamma non riapre la porta. Che cosa combinino quei due insieme non mi è dato saperlo, ma ho deciso che approfondirò questa storia. Devo assolutamente scoprire che cosa ha Olive, che io non ho: perché sta in cucina con la mamma ed il pentolone?



Spero che il carisma di Olive abbia attirato la vostra attenzione, perché si direbbe che la compagna umana di Olive voglia andare a fondo in questa storia! Voi avete qualche idea di come mai Olive possa stare in cucina con la mamma?

Scrivimi, fammi sapere cosa ne pensi!

Il salto delle rane © Erica Turolla - tutti i diritti riservati

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