Possiamo rifare le ferie?

L'articolo bello con le foto belle e il diario di viaggio all'Elba ve l'ho scritto, ma c'è una parte di me che deve assolutamente raccontare cosa significano quasi dieci giorni di ferie con figli e marito al seguito.


"La prossima volta ti lasciamo a casa".


Ho detto a mio marito un giorno in spiaggia, mentre due signore se la ridevano a crepa pelle intanto che lui sbuffava e si lamentava non ricordo nemmeno più per cosa.


Quando sei in ferie con i figli non sei in ferie.

È un platonismo fatto e finito, uno scherzo di 'Sei su scherzi a parte'.


In realtà è come andare a lavorare in asilo o a scuola, perché i tuoi figli con te fanno come per dieci cadauno, che fa venti.


Intanto la preparazione delle valigie spetta sempre a me, con tutte le responsabilità che ne conseguono perché se mi dimentico qualcosa è quasi certo che verrò messa in piazza come quella che "Ti sei dimenticata gli occhialini, ed ora come li guardiamo i pesci?" oppure "Te lo avevo detto di prenderli, mi hai anche risposto che li avevi presi!"...

Gli occhiali cazzo, mi ha detto gli occhiali!

Non gli occhialini.

È italiano.


Così ringrazio che non mi mancano venti euro per comprare due paia di occhialini nuovi, che al mare diventano quaranta per un terribile occhialino giallo con i delfini ed una maschera senza boccaglio. "Non li voglio questi, sono gialli! Io voglio quelli che ho a casa mia e che sono rosa!".

Ovviamente.

Quando li guardo quegli occhialini e quella maschera, oggi a qualche giorno di distanza dal nostro rientro, non posso fare a meno di pensare agli interminabili pianti e proteste perché erano troppo stretti, poi troppo larghi, poi "mi entra l'acqua" e poi "mi danno fastidio" .


Quanto li avrei presi e lanciati in mare,

ma che poi la plastica inquina

e il mare la restituisce il giorno dopo sulla spiaggia libera di ciottoli,

insieme a scarpette, assorbenti e preservativi.

Sì perché nel mare c'è di tutto, cosi come sulle sue spiagge se ti alzi abbastanza presto per camminarci prima che arrivi il bagnino a pulire. Il problema delle plastiche e microplastiche è reale, anche su di un'isola meravigliosa con l'acqua cristallina.


Denuncia ecologica a parte, devo dire che almeno oggi nella piscinetta in plastica da un metro di diametro che abbiamo in giardino, hanno indossato i loro suppellettili senza lamentarsi ed ho capito che le fatiche sono valse le pene patite.


I miei figli sono adorabili,

quando hanno voglia.

Giocano insieme con complicità

quando ne hanno voglia.


Ma nel settantacinque percento del tempo litigano, si picchiano, piangono, si lamentano e tu che hai solo due settimane di ferie all'anno e che vorresti tanto riposarti e rilassarti, trascorri tutto il tempo a fare da

mediatore,

urlare,

sgridare,

ricattare e inizi a dire la frase più ripetuta su tutte le spiagge del mondo


"Guarda che se non ti comporti bene andiamo a casa".


Ma ti pare?

Con tutto lo sbattimento che ti sei fatta, tu andresti a casa?

Perdi automaticamente credibilità.


Con mia figlia più piccola ha quasi funzionato il ricatto del traghetto: 'ti metto un francobollo su una chiappa e ti spedisco con la Toremar dai nonni'.


Non vi dico la sera in cui al porto di Rio Marina c'era attraccata una Toremar, la faccia terrorizzata che ha fatto mia figlia.


Ridendo vi dico che mi sono sentita una madre di merda!

In barba ai formatori che dicono che ricatti e punizioni non servono a nulla, vi ammiro se ci riuscite, lo riproviamo nella prossima vita okay? Per questa volta, concedetemelo!


Propongo di rifare le ferie. Punto.