Ti dicono di amarti, ma non ci riesci?

Ti racconto come è iniziato il mio percorso per migliorare il mio aspetto fisico.


Una presa di coscienza: non riuscivo ad amarmi.


Ti dicono amati e tu un poco ci credi.

Fino al mattino, fino al momento in cui ti sciacqui il viso e nello specchio vedi il riflesso di tutti i tuoi difetti. Sono lì da vedere!


Oggi la moda è quella di convincerti che vai bene così come sei.

Per un certo periodo in questi cliché mi ci ero messa comoda anche io, "tanto dicono tutti così!".


Il fatto è che le finte convinzioni cadevano ogni volta che passavo davanti ad uno specchio o ad una vetrina che appena appena rifletteva la mia figura, in un'ombra blu non riconoscibile e troppo grossa. Da un lato volevo andarmi bene per forza, dall'altro sprofondavo nella tristezza e nello sconforto credendo che non avrei mai cambiato nulla di me. Mi dipingevo come un'inconcludente.



Piacersi è una strada per la felicità? Ho chiesto aiuto.


Aspiriamo al bello e ne siamo condizionati. Lo reputiamo fondamentale per la nostra felicità.

Se una condizione ti ostacola nel raggiungimento della felicità, anche se apparente, cosa fai?


Io sono andata a parlarne con qualcuno, perché avevo la terribile sensazione che la situazione mi stesse scivolando di mano.

Mangiavo bene, eppure non perdevo un etto.

Mangiavo bene, guardavo la bilancia e questa riusciva a condizionare le mie giornate.


"Come pensi di perdere i chilogrammi in più che ti senti di avere? Fai sport? Ti muovi abbastanza?" mi disse Monica.

"Non ho tempo" risposi io.

"Devi trovarlo, perché altrimenti come fai a prenderti cura di te e delle tue priorità? Le tue priorità devono essere Erica e la tua famiglia attuale, in quest'ordine".


Lì è scattato qualcosa.



La mia personale svolta.


Ho capito che il cambiamento poteva avvenire solo mettendolo tra le mie priorità.

Attenzione, ciò non significa che ho trascurato la mia famiglia, ma che per esempio potevo ritagliarmi del tempo da due pause pranzo a settimana per fare movimento, anziché mangiare tristissime insalate davanti al PC!


Così ho trovato un paio di corsi in palestra.

Ho capito che sarei dovuta uscire dalla mia comfort-zone per godermi l'esperienza, e così ho fatto. Mi sono dovuta confrontare anche con la fatica, prendendo coraggio. La fatica è fatica, non possiamo raccontarci altro; la sensazione quando hai finito, ti asciughi il sudore e sei distrutta, quella sono sicura che sia appagante per tutti.




Cosa è cambiato?


Sono stati i mesi di risveglio del corpo - dopo ben sedici anni di inattività - più belli ed inaspettati.

Pian piano, mentre la bilancia girava i numeri in count-down, ho percepito l'esistenza di muscoli che non credevo nemmeno di avere!


Così dal piacere di vedere il mio corpo che cambiava, si è trasformato in provare piacere nel sentire un corpo che cambia e che funziona perfettamente in ogni sua parte.




Un consiglio per te.


Perciò è importante che ti ami, per l'enorme potenziale che c'è in te, per il potere di cambiare le cose, di migliorarle, di migliorarti.


Se sei in difficoltà, chiedi aiuto.

Oggi, chiedere aiuto non è un tabù, ma ti posso garantire che può aiutarti a stare bene.

Nel corpo e nello spirito, dritta dritta in direzione della tua felicità.

Scrivimi, fammi sapere cosa ne pensi!

Il salto delle rane © Erica Turolla - tutti i diritti riservati

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