Un pezzo di diario di inizio gennaio.

Da diverso tempo ormai, ho preso l'abitudine di scrivere un diario. Non lo riesco a fare quotidianamente perché lavoro, mi prendo cura di figli e casa, leggo e studio molto. Così ieri sera, sentendo il bisogno di scrivere, ho aperto il cassettino dello scrittoio in cui lo custodisco e mi sono messa a sfogliarlo, un po' per vedere da quanto tempo non scrivessi, un po' per rileggere la me di qualche mese fa.



Sono capitata sul 4 gennaio, quando ancora tutta questa storia del virus non c'era.


Quando potevo uscire. Ecco un estratto di ciò che ho scritto dalla casa in montagna.

Io non ho bisogno di 'ritrovarmi', o almeno, non nell'isolamento e nell'eremitismo a cui si è soliti collegare il ritrovarsi.

Io mi ritrovo nella fragorosa risata di mio marito quando ci prendiamo in giro, negli occhi gioiosi dei miei bambini, nel musetto umidiccio dei miei cani, nel canto degli uccelli fuori in giardino, nel suono del vento che accarezza i lobi delle orecchie, nel calore del sole sulla pelle, nel rumore dell'acqua di un fiume, di una cascata impetuosa, delle onde del mare.

Mi ritrovo nel contemplare il bianco di una cima innevata, il verde brillante dei prati a primavera, il giallo caldo e secco dei campi d'estate, il marrone della terra e delle foglie bagnate dalla pioggia.

Il mio 'ritrovarmi' è un senso di espansione verso l'infinito. Non so descriverlo con parole migliori, ma avete presente quando fate una corsa e il vostro petto si espande per incamerare sempre più aria, quando manca il fiato? Ecco, questo è ciò che provo, ma non mi manca il fiato, anzi... E' per quello che non amo l'espressione 'paesaggio mozzafiato': di fronte ad un paesaggio io prendo fiato, prendo aria, mi espando e nella fusione con il tutto 'mi ritrovo'.

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E voi, come vi ritrovate? Cosa fate per ritrovare voi stessi? Vi isolate? State con qualche persona in particolare? Se vi va, raccontatevi. Io nel frattempo continuo a lavorare, ma durante le mie giornate in quarantena ho molti più momenti per scappare in giardino ad ascoltare i merli e il ronzio delle api: la natura non si ferma e mi mette una grande allegria.

Scrivimi, fammi sapere cosa ne pensi!

Il salto delle rane © Erica Turolla - tutti i diritti riservati

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